Un altro caso grave per la sanità provinciale: il primario retrocesso dal primo al secondo posto viene scelto ugualmente come primo per l’incarico

La sanità della provincia iblea bada benissimo alla salute dei suoi utenti, non fa lo stesso con sé stessa. Non vale nemmeno la pena di rammentare tutte le vicende ‘singolari’ dell’ASP di Ragusa, da quelle delle Forze dell’Ordine in pensione che dovevano andare di notte a casa dei primari per indagare sulle cartelle cliniche, alle vicende per l’apertura del nuovo ospedale, ai trasferimenti farlocchi dei reparti per andare a finire allo spot artistico per il nuovo nosocomio.
Poi piovono tegole anche sulla sanità regionale, l’ultima è quella della sentenza del TAR che avrebbe bloccato le stabilizzazioni dei medici del 118 in Sicilia, decise dall’assessore regionale Ruggero Razza.
La vicenda è definita paradossale dalla stampa, anche se l’assessore agiva a fin di bene per superare il precariato nel sistema siciliano dell’emergenza-urgenza. Ma un decreto dell’assessore non può superare la legge. Chiaro che l’assessore Razza non avrebbe bisogno di altre questioni minori sul tappeto.
Invece arriva da Ragusa, meglio sarebbe dire da Modica, centro particolarmente attivo politicamente, per ora, l’ennesima questione che porta l’ASP alla ribalta mediatica, addirittura nazionale, con la solita vicenda dai contorni da definire bene, ma che il clamore mediatico trasforma nel solito ‘caso’ che fa gola alla stampa e alle televisioni nazionali.
Per dirla volgarmente, un casino, fra errori nei punteggi determinati da semplici moltiplicazioni sbagliate, correzioni sulle valutazioni dei titoli dei candidati, modifiche dell’esito dei lavori della Commissione esaminatrice, delibere che vengono rettificate, corrette, non annullate e scritte nuovamente, per la nomina del primario dell’Unità Operativa Complessa del ‘Maggiore’ di Modica.
Una vicenda che non depone certo bene per l’ASP e per quanti si sono occupati della selezione, a tutti i livelli, una vicenda che solleva, inevitabilmente, dubbi e illazioni, nonostante sullo sfondo resta la legittimità di scegliere il primario fra la terna venuta fuori dalla selezione, naturalmente con adeguate motivazioni da evidenziare.
Ma se la prima delibera di incarico fa riferimento all’intenzione di scegliere il primo, non si può scegliere il secondo quando gli esiti della selezione sono mutati per mero errore della Commissione nella stesura dei punteggi per i titoli.
Una vicenda che trascina in questo bailamme mediatico due illustri professionisti, di acclarata valenza anche fuori dai confini provinciali, che non avevano certo bisogno di questo tipo di visibilità, considerato il curriculum professionale e la notorietà.
Da un esame delle carte, si rileva che è stato lo sesso candidato dott. Raffaele Schembari a segnalare gli errori nei punteggi delle valutazioni e ad invitare a rettificare gli stessi.
Logico attendersi, una volta modificata la graduatoria, a seguito dell’apposito riesame da parte della Commissione esaminatrice, che fosse rimasto identico il metro di valutazione.
Va notato, dalla lettura dei verbali, che il dott. Schembari otteneva un giudizio già migliore per il colloquio, e diventava primo a seguito della rettifica dei punteggi, ma non suoi bensì del candidato che era primo, che è stato retrocesso a secondo ma è stato, ugualmente scelto dal Direttore Generale.
Legittima, comunque, la scelta di quest’ultimo, se con precise e valide motivazioni, ma suona strano che, pochi giorni prima, sempre nella stessa Modica, il primario di cardiologia viene scelto identificando il primo nella graduatoria.
Le delibere e le determine degli enti pubblici contengono sempre un non so che di romanzesco, anche la delibera, corretta, non rifatta, in questione, brilla per le motivazioni che avrebbero indotto a scegliere il secondo invece che il primo: si fa appello a una non meglio identificata continuità nel raggiungimento degli obiettivi e si guarda all’età anagrafica dei due candidati proiettata nel futuro dell’Azienda.
Il tutto in una delibera non firmata dal Direttore Sanitario che, in forma discutibile, si astiene.
La vicenda, secondo la migliore tradizione ragusana, si svolge fra il chiacchiericcio su visite estive, a Modica, di assessori regionali in carica, non quello della Sanità, e su presunte, ma non dimostrate, vicinanze di politici locali ad uno dei due candidati.
Il quaderno d’onore dell’Azienda Sanitaria provinciale di Ragusa si arricchisce di un’altra storia ‘eccellente’, quali potranno essere i risvolti è tutto ancora da vedere.

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