Legambiente Ragusa, Circolo ‘Il Carrubo’ : “No al parcheggio multipiano di Via Peschiera, investiamo su parcheggi scambiatori e mobilità pulita

Il Consiglio Comunale di Ragusa lo scorso 1° settembre ha approvato la delibera per la costruzione del parcheggio multipiano interrato di Via Peschiera a Ragusa Ibla: quattro piani sotterranei, una rampa elicoidale, 393 stalli per autovetture e 25 per motocicli, per un investimento complessivo di 13,5 milioni di euro, con il contributo di 2,3 milioni della Provincia e la gestione affidata a un partner privato tramite una concessione trentennale.

Legambiente Ragusa “Il Carrubo” prende atto della volontà di intervenire su una criticità reale – la mobilità e la sosta nel cuore di Ibla – ma ritiene la soluzione approvata sbagliata nei presupposti, nell’impatto e nella visione, e chiede alla Giunta di riconsiderarla prima dell’avvio del cantiere.

Perché diciamo no
Il centro storico di Ragusa Ibla non è una qualunque superficie urbana: è sito UNESCO, riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’Umanità, un bene paesaggistico e identitario unico che ogni intervento di grande scala rischia di compromettere in modo irreversibile.
Scavare quattro piani interrati a ridosso del tessuto storico comporta scavi, micro-deformazioni del terreno, traffico pesante da cantiere e un monitoraggio ambientale che gli studi geologici dicono complesso e delicato.
Inoltre: 400 nuovi posti auto si tradurranno, com’è dimostrato dall’esperienza di molte città italiane, in maggiore traffico veicolare verso il centro, non meno.
Generare nuova offerta di sosta all’interno di un borgo turistico amplifica, anziché mitigare, l’impatto dei mezzi privati.
Non è questo l’assetto sostenibile che Ragusa merita, né quello che richiedono gli obiettivi europei di decarbonizzazione dei trasporti urbani.
Infine, la formula del partenariato pubblico-privato con una concessione pluriennale rischia di vincolare le mani dell’amministrazione per decenni su un’opera di questa delicatezza, limitando la flessibilità dell’ente e i margini di gestione pubblica del bene.

La nostra proposta: parcheggi scambiatori, navette elettriche, ZTL
Il Circolo propone invece un modello consolidato in tutta Europa – i parcheggi scambiatori in periferia con navette gratuite ad alta frequenza – già adottato con successo in centri UNESCO come Matera, Urbino e molte città storiche europee:

1. Parcheggi scambiatori di ampia capienza agli ingressi della città o in altri punti nevralgici, meglio ancora se in corrispondenza delle fermate dei bus interurbani e delle stazioni ferroviarie (presenti e in progetto), a costi unitari ben inferiori rispetto a un ipogeo sotto il centro storico;

2. Navette elettriche ad alta frequenza verso Ibla, con corse ravvicinate, accessibili ai disabili e gratuite o a tariffa simbolica, in grado di raggiungere Piazza Duomo in pochi minuti;

3. Zone a traffico limitato e parcheggi riservati ai soli residenti di Ibla, con permessi nominativi, così da restituire respiro e vivibilità alle strade del borgo, liberarle dal traffico di transito e valorizzare l’offerta turistica;

4. Mobilità attiva e sharing: ciclovie, percorsi pedonali protetti, bike sharing e parcheggio bici sicuro ai capolinea delle navette;

5. Riqualificazione delle aree di ex parcheggio esterno oggi occupate dalle automobili, trasformate in spazi pubblici, alberatura e aree fruibili.

Le alternative esistono e funzionano. Serve una visione.

Chiediamo quindi alla Giunta e al Consiglio:
• di sospendere l’iter del progetto di Via Peschiera e aprire un Tavolo tecnico con Sovrintendenza, Ministero della Cultura, associazioni ambientaliste e culturali e cittadinanza;
• di commissionare uno studio sui flussi reali di mobilità e di valutare l’alternativa dei parcheggi scambiatori con navette elettriche;
• di ripensare la governance della mobilità di Ibla puntando sulle 15-Minute City, sull’accessibilità per tutti e sulla qualità ambientale, anziché sulla motorizzazione privata.

“Ibla non è un parcheggio: è la nostra identità”, dichiara il Circolo “Il Carrubo”.

“Investire 13,5 milioni di euro per portare altre automobili nel cuore di un sito UNESCO significa schiacciare il futuro di Ragusa sotto quattro piani di cemento.
La sfida oggi è mettere la persona al centro, non l’auto: parcheggio scambiatore, navetta elettrica, isola pedonale, mobilità dolce, permessi per i residenti. Questa è la città che vogliamo.”

Il circolo resta a disposizione di Amministrazione comunale, Sovrintendenza, Prefettura, Associazioni culturali e cittadini per approfondire ogni aspetto e per sostenere un piano di mobilità veramente sostenibile per Ragusa.

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