L’ultimo appello alle dimissioni è del Presidente del Movimento Elettori Consumatori che vorrebbe mandare a casa l’assessore regionale ai trasporti Alessandro Aricò e tutto il CdA della SAC, per incapacità a gestire i trasporti.
In verità, è assodato che l’incapacità, dimostrata, è più ampia della sola gestione dei trasporti, ma l’ennesimo appello rivela l’incapacità politica e l’inconsistenza di tuti questi movimenti, comitati e piccole associazioni che parlano al vento, senza capire, o, forse, lo sanno ed è più grave, e chiedono dimissioni che non arriveranno mai, non abbandoneranno la poltrona neanche le piccole pedine del CdA della SAC, figurarsi il vertice e l’assessore regionale, entrambi difesi dalla politica che li ha messi lì e li terra fino a quando le condizioni politiche gireranno nel verso giusto per loro.
Non solo l’aeroporto,ma anche e soprattutto i collegamenti ferroviari, stradali e autostradali sono in condizioni da terzo mondo in tutta la Sicilia.
E’ inutile chiedere dimissioni, occorre chiedere solo ai politici risposte con pubbliche dichiarazioni scritte e, soprattutto, fa valere la forza dei numeri alle elezioni, non solo nei confronti dei singoli ma di tutti i partiti latitanti per le questioni più importanti.
Ma è sempre molto difficile, perché gli elettori sono spesso pecoroni, sbraitano per anni, anonimamente, e, al momento del voto, confermano sempre le stesse persone.
Tralasciamo le grandi promesse, autostrade, collegamenti ferroviari, limitiamoci alle ultime promesse, quelle di un piano di emergenza per ogni episodio di eruzione dell’Etna che blocca l’aeroporto di Catania, snodo essenziale del trasporto aereo in Sicilia.
Non c’è bisogno di chiedere dimissioni, soprattutto nel momento dell’emergenza: occorre chiedere ai politici se c’è la possibilità e la volontà di creare un sistema di emergenza che può garantire la continuità dei voli in partenza e in arrivo all’aeroporto di Catania, dirottandoli su Comiso e su Palermo, assicurando rapidi collegamenti immediati con Catania e per gli aeroporti dove ci saranno le partenze.
Occorrerà identificare quanta parte del traffico potrà essere dirottata su Comiso e su Palermo, per tutto il resto occorre la rassegnazione: come non si può arrivare su una isola se le condizioni del mare non permettono il collegamento, così dovrà essere quando l’Etna decide di eruttare.
A questa domanda devono dare risposte precise i politici, previa consultazione di esperti del trasporto aereo, non certo basandosi sulle opinioni di Aricò e di Torrisi, estremamente condizionate, per uno dagli interessi della poltrona, per l’altro dagli interessi societari.
In un paese normale, viste le condizioni sposterebbero tutto Fontanarossa a Comiso, c’è anche da dire che Comiso non potrà diventare mai Catania, perché Catania e i catanesi sono unici, dai supermercati all’aeroporto.
Ma i politici ci dovranno dire dove si può arrivare per limitare i disagi ed eliminare i disservizi, e soprattutto dove vorranno arrivare.
Ma ci vuole unità di intenti, gente seria e preparata nel settore che deve affrontare la situazione, non gente che crede ancora a quelli che promettono il piano cenere, quante volte è venuto a Vittoria Aricò per dire che la questione autoporto era risolta?
E non bisogna dimenticare che c’è anche la privatizzazione in arrivo, sulla quale qualcuno ha anche la presunzione di eccepire qualcosa, che dovrebbe togliere di mezzo tutta la SAC, con poltrone di vertice e poltroncine.
Per quello che resta, si deve pretendere che i politici diano risposte, ma si deve chiedere in maniera decisa, pretendere di avere risposte e soprattutto comportarsi di conseguenza, se non arrivano.
Se poi non si hanno i numeri per smuovere concretamente l’elettorato, lasciamoli a chiedere le dimissioni.
