Fondamentale il Comitato di difesa e sviluppo dell’Aeroporto degli Iblei, ma, troppo spesso, cade nella retorica inutile, preoccupatevi, invece, di chi vuole l’aeroporto di Agrigento

Nessuno può disconoscere il ruolo di spinta e di denuncia del Comitato di difesa e sviluppo dell’Aeroporto degli Iblei, che non ha lasciato la presa nemmeno con gli ultimi sviluppi che hanno portato, indiscutibilmente, ad un incremento del traffico aereo sullo scalo di Comiso.
E’ davanti agli occhi di tutti che per quelli del Comitato non basta mai, vorrebbero, con una bacchetta magica, lo scalo da un milione di passeggeri, snobbano la questione del cargo e i relativi incrementi degli stanziamenti, come sempre, non considerano chi sono i detentori della gestione dell’aeroporto, chi ha diritto di decidere le sorti dello scalo e le difficoltà oggettive che impediscono di uscire da questa sudditanza provocata dall’inettitudine dei politici locali che hanno avuto in mano le sorti dell’aeroporto.
Bene scrivono nell’ultimo comunicato, “LA SICILIA SUD-ORIENTALE PAGA ANNI DI SCELTE SBAGLIATE” e di mezzo ci sono quelle per lo scalo di Comiso.
Ma troppo spesso il Comitato cade nella retorica, appelli inutili, rimproveri che non servono a nulla, inutili filippiche che restano voci nel deserto.

Non c’è occasione migliore dell’emergenza cenere dell’Etna per far sentire la voce del Comitato e per rinnovare le recriminazioni per la mancata scelta di considerare Comiso come prima alternativa, prima di Palermo e di Trapani.
Ma si è visto che Comiso, con il traffico improvviso scaturito dalla chiusura di Catania, ha sofferto i suoi limiti, non solo tecnici, come struttura aeroportuale, ma anche logistici.
Vero è che avevano detto che si doveva provvedere a potenziare la struttura ragusana, ma non è cosa che si fa in pochi mesi.
Del resto, il caos che si è generato prescinde dall’operatività di Comiso, le responsabilità sono prima delle compagnie aeree, poi di chi non fa rispettare le norme, fra ENAC e SAC, e poi della Regione che non è stata tempestiva nell’organizzare un servizio di trasporto efficace ininterrotto nelle 24 ore.
Su questo, il Comitato dovrebbe condividere le denunce, ampliandole a quelle categorie, vedi i tassisti, che spesso hanno approfittato della situazione, in maniera, forse, non del tutto lecita.
Strano che nel comunicato si parli di treni a 500 euro e di benzina a 3 euro, ma non si toccano le tariffe dei tassisti.
Mentre ancora non si comprende che le politiche della SAC non hanno, certo, voluto privilegiare lo sviluppo dello scalo di Comiso, è grave che il Comitato non prenda posizione anche solo contro le enunciazioni di Salvini per la necessità di un aeroporto a Comiso: creare dal nulla un aeroporto non è certo cosa facile e si comprende che le affermazioni di Salvini sono solo propaganda per i sognatori leghisti dell’agrigentino, ma è pericolosa l’idea perché basterebbero investitori esteri per un aeroporto al centro del Mediterraneo, non certo gravato dalle smanie possessive dei politici locali, come avenne a Comiso.

La retorica inutile del Comitato viene fuori tutta nel bersagliare soggetti come la Presidente della Provincia e il suo delegato nel CdA SAC, semplici pedine da spostare secondo le esigenze del gioco, che non hanno mai speso una sola parola a difesa di Comiso: per fare un paragone, il nuovo assessore regionale agli Enti Locali, nella sua presentazione, è stata indicata da tutti come già componente del CdA della SAC e citata come “spina nel fianco di Torrisi”.
Surreali, poi, i rimproveri alla sindaca di Modica, che è anche delegata per il turismo alla provincia, e al sindaco di Ragusa, entrambi promotori, come vertici del GAL, assieme a tanti colleghi del territorio, della DMO Enjoy Barocco., i cui risultati, della quasi nulla attività dei primi cittadini per il turismo e dell’iniziativa della DMO, sono sotto gli occhi di tutti: il nulla cosmico.

Tutte queste considerazioni impongono un netto cambio di passo nelle strategie del Comitato che non devono essere solo di opposizione a questo sistema ma portate a livello di guerriglia civile e composta, ma sempre guerriglia.
Chiedere ancora tavoli, come tanti ce ne sono stati, con soggetti che alla prima occasione si prostrano alle autorità, peggio che mai se spinti da altri interessi di settore e/o di categoria, è tempo perso.

Più che spingersi a richieste prettamente tecniche, come il deposito carburanti o altri stalli di sosta per gli aeromobili che non serviranno a nulla se non c’è la volontà di fare crescere Comiso, non serve a nulla dire ai potenziali turisti che c’è una porta di ingresso sicura per il sud est, fino a quando non c’è la disponibilità della chiave della porta stessa.

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