Finalmente arrivano i primi interventi per contrastare le fumarole

Come è noto, è stato raggiunto un primo risultato importante nella battaglia contro le fumarole, un problema che da troppo tempo colpisce Vittoria e l’intera fascia serricola della Sicilia.
In Commissione Bilancio, all’ARS, è stato approvato, all’unanimità, l’emendamento, primo firmatario l’on.le Nello Dipasquale, sottoscritto da tutti i componenti della Commissione e diventato l’articolo 56 del disegno di legge n. 1200 sulle variazioni di bilancio, “Misure per favorire l’agricoltura sostenibile”.
La norma stanzia 1 milione di euro e prevede per gli operatori serricoli un contributo pari all’80% dei costi sostenuti per l’acquisto di fili, clips e materiali biodegradabili, bioplastica compostabile o fibre naturali destinati al sostegno delle colture.
Il contributo riguarda anche il trasporto e il conferimento della cosiddetta “fratta” nei centri di stoccaggio autorizzati e l’acquisto di mezzi per la triturazione in azienda degli scarti vegetali.
È un primo passo concreto per affrontare il fenomeno alla radice. Tutela dell’ambiente e della salute, ma anche sostegno concreto ai nostri produttori: le due cose devono andare insieme.

Per Legambiente Ragusa, però, risulta insufficiente il contributo regionale per l’acquisto di materiale biodegradabile nelle serre
Servono l’intervento sugli altri rifiuti agricoli e un impianto consortile di compostaggio per le fratte.

Questa una nota di Legambiente Ragusa, Circolo ‘Il Carrubo’ sull’argomento:

A sei anni di distanza dalla proposta di Legambiente di un intervento economico regionale per incentivare la sostituzione dei fili e clips in plastica, in uso nelle serre, con identico materiale biodegradabile, l’Assemblea Regionale Siciliana ha finalmente recepito il suggerimento stanziando 1 milione di euro per l’acquisto di clips e fili biodegradabili.
Iniziativa lodevole ma non sufficiente. Sia per l’entità dello stanziamento che per il perimetro dell’intervento. Nessun intervento è stato pensato e realizzato per la corretta gestione di tutti gli altri rifiuti agricoli. Addirittura, nell’aggiornamento del piano regionale di gestione dei rifiuti speciali i rifiuti agricoli non sono neanche menzionati.
Vista la l’incompletezza dell’iniziativa della Regione, tocca quindi al Libero Consorzio Comunale di Ragusa promuovere un nuovo accordo di programma sui rifiuti agricoli previsto dall’art. 206 del d.lgs. 152/2026, visto che quello passato non ha sortito alcun risultato.
L’accordo di programma ha ad oggetto l’individuazione sul territorio di circuiti organizzati di raccolta al fine di garantire la corretta gestione e la tracciabilità dei rifiuti agricoli, una maggiore tutela ambientale, anche mediante la riduzione della quantità e pericolosità dei rifiuti, semplificando al contempo gli adempimenti amministrativi a carico dei produttori agricoli e favorendo l’efficacia dei controlli da parte dell’Autorità competente.
Basterebbe copiare l’organizzazione delle decine e decine di provincie italiane che lo attuano adattandolo alla realtà locale.
A tal proposito Legambiente ha chiesto alla Presidente del Libero Consorzio Comunale di Ragusa di dare mandato agli uffici di proporre un nuovo accordo di programma predisponendone una bozza e poi convocare tutti i soggetti coinvolti per arrivare alla proposta definitiva.
Parallelamente, sarebbe opportuno incominciare a programmare un impianto di compostaggio/digestione anaerobica dedicato esclusivamente agli scarti organici delle colture in serra considerato l’impossibilità di tanti piccoli/medi serricoltori a gestire le fratte in azienda.
Così potrebbero ritornare nel terreno decine di migliaia di tonnellate di ammendante migliorando in tenore di sostanza organica nel suolo in una regione che va sempre più velocemente verso la desertificazione.

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