I Consiglieri di opposizione non infangano il centro storico, profumano il lezzo dell’immobilismo e del nulla degli assessori competenti

Centro storico, nessuno ormai ci capisce alcunché, ne risente anche la comunicazione

Le note dei consiglieri Caruso e Mauro e del Coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia hanno riportato, responsabilmente alla ribalta la questione dello spopolamento e del relativo degrado del centro storico superiore.
Con la prima si intendeva porre un argine alla propaganda dell’assessore ai centri storici che con comunicati, incontri con i cittadini e servizi stampa cerca, disperatamente, di spacciare per azioni risolutive tentativi di portare famiglie in centro storico con un contributo del 30%, fino a un massimo di 60.000 euro, suddivisi fra interventi per i tetti, le facciate e i lavori interni di ristrutturazione.
In pratica, ma non lo spiega, una famiglia, si presume giovane per rivitalizzare il centro storico, oltre al titolo di proprietà dell’immobile, se non lo possiede lo deve acquistare, deve investire almeno 180.000 euro per godere di un contributo di 60.000 euro, deve cioè spendere 120.000 euro, senza considerare che, ristrutturata la casa, si dovrà provvedere ad arredarla.
Spese maggiori non avranno diritto a maggiore contributo, spese minori godranno di contributi minori in proporzione. Non sono incentivi che possono spingere ad andare ad abitare in centro storico, solo chi è già intenzionato lo farà, avendo la disponibilità economica, con maggiori probabilità per chi ha immobili di prestigio che potrà ristrutturare con un contributo, soprattutto considerando che il perimetro dove è possibile elargire il contributo e quello della Legge su Ibla, la 61/81, quindi anche il quartiere di Ibla.
Dicevano bene i consiglieri e Poidomani che si tratta di fumo negli occhi, considerando anche che, supponendo uno sfruttamento massimo dell’iniziativa, si possono ipotizzare da 15 a 20 case con nuovi residenti.
Solo una misura di facciata se non si interviene su vivibilità, decoro e pulizia e sicurezza del centro storico, i mali cronici di una zona che non la rendono appetibile per la residenza anche per il contestuale spopolamento commerciale, ormai congenito e irreversibile, senza considerare, cosa di cui si parla poco, la delocalizzazione degli uffici pubblici.
Aggiungevano, con una considerazione condivisibile ma anche suscettibile di necessario confronto, che sarebbe stato, forse, più produttivo investire in controlli, videosorveglianza e immagine, con eventi culturali per restituire attrattività e vivibilità al centro.
Non chiedevano la luna, solo quali potevano essere le aspettative degli amministratori e l’ulteriore programmazione di investimenti per favorire il ritorno della residenzialità.
Piuttosto avrebbero dovuto soffermarsi sulla realtà di situazioni contingenti che rendono irreversibile lo spopolamento residenziale e, ancor di più, quello commerciale, vincolato a dinamiche di mercato ormai non modificabili.
Conviene investire 90.000 euro senza certezza dei risultati?

La risposta dell’assessore Gurrieri è mirata a glissare sui rilievi, ma lo fa malamente incentrando la replica solo sulla questione sicurezza, solo sfiorata dalle opposizioni.
Solo provocazione polemica contro chi farebbe polemica, una tesi bislacca che favorire una sana residenzialità è da solo il miglior presidio di sicurezza possibile.
E poi conclude affermando che i comunicati stampa infangano il centro storico e gli fanno solo danno.
Sui temi sollevati nessuna risposta.

Dalla stessa matrice ‘culturale’ scaturisce un comunicato del coordinamento cittadino di Forza Italia Ragusa (farebbe piacere capire chi ne fa parte oltre al cerchio magico del sindaco, traslocato dal civismo, in una sorta di illuminazione divina NdR) che non comprenderebbe la logica politica e pratica del comunicato, addebitato a tre consiglieri, segnale di comunicazione affidata all’ultimo arrivato (Poidomani non è consigliere NdR).

Anche loro, per questo consideriamo la stessa matrice culturale, scivolano sulla questione sicurezza, scaricano sulle Forze dell’Ordine le competenze e accusano i tre di inadeguatezza politica per il fatto di non apprezzare il lavoro e l’impegno del governo centrale, di cui vanno fieri.
Anche da Forza Italia si ripercorre la tesi che case illuminate, anziché spente e in abbandono, sono il miglior presidio di sicurezza, ma il problema è riempirle.
Sarebbe solo una questione di attacco a priori contro l’amministrazione e si suoi assessori.
Ma da Forza Italia non una parola a sostegno di questi ultimi, con l’enunciazione delle azioni, di quanto fatto in otto anni dall’assessore ai lavori pubblici e all’urbanistica, dall’assessore ai centri storici e alla Polizia Locale, dall’assessore allo sviluppo economico.

All’assurdità di questi comunicati non replicano in maniera adeguata le opposizioni: Caruso, Mauro e Poidomani, nella replica che abbiamo pubblicato in altra parte del giornale non sottolineano come si è voluto solo aggirare la sostanza del loro comunicato, scegliendo la sicurezza come mezzo per fuggire dalle evidenze.
Si parla di visione strategica a gente che ha dimostrato di essere cieca.
Cantano il ritornello della videosorveglianza a un assessore che ne parla da tre anni senza che ci sia nulla di concreto, si chiedono cose semplici, controlli serali, per la sicurezza, per l’abbandono dei rifiuti, per arginare il degrado.
Parlare di piano di rilancio del centro storico a gente che nemmeno ne ha accennato in tre anni rasenta la comicità, forse Caruso Mauro e Poidomani vogliono sfottere gli amministratori proponendo azioni da gente capace.
Sbagliano anche quando accusano gli assessori di non ascoltare la gente, bugie contro i professionisti della passerella, basta guardare all’ultimo appuntamento in piazza San Giovanni, per spiegare il bando in oggetto, o l’ultima passerella alla zona artigianale per illustrare azioni di ordinaria amministrazione, dovute da tempo.
Piuttosto perché non ricordare la mancata riqualificazione di piazza Fonti o di piazza Solferino, che disattende precisi atti di indirizzo e mozioni approvate dal civico consesso, perché non ricordare l’impegno a utilizzare polizia privata per i controlli in centro storico? Anche questo impegno preso su un atto approvato di Fratelli d’Italia, addirittura, ci pare, in bilancio.
Perché non chiedere dei risultati delle incentivazioni per nuove aperture in centro, perché non chiedere del Piano Particolareggiato, perché non chiedere degli effetti dell’apertura di via Roma per la quale l’assessore Gurrieri si è già pronunciato? Perché non proporre un sopralluogo al cantiere dell’ex Cinema Marino?
Perché non chiedere dello sconcio dell’ascensore di via Roma fermo da anni?
A che punto sono i lavori per i bassi del palazzo comunale, per la civica raccolta Cappello, a che punto sono i lavori per il Museo al Palazzo della Cancelleria, cosa si intende fare del Palazzo Cosentini? Come pensano di arginare le folle che invadono la Vallata Santa Domenica?
Si può chiedere che fine faranno i locali della ex Banca Agricola in via Matteotti? Si può chiedere come si potrebbero utilizzare meglio i locali ex Spatafora in piazza San Giovanni? Si può chiedere una verifica su cosa si potrebbe fare per il palazzo Sortino, ora Dipasquale, in corso Vitorio Veneto, con bassi, giardino e piano nobile?
Sono i quesiti che potrebbero essere considerati come spruzzatori di profumi sul lezzo dell’immobilismo e del nulla di assessori che, in definitiva, e i risultati parlano, si sono rivelati inadeguati ai rispettivi ruoli, ma nessuno ha il coraggio di dirlo in faccia

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