In un post, l’onorevole La Vardera parla di spese pazze del Presidente della Regione, che sarebbero relative alla cucina del Presidente.
Che si faccia politica in certe maniere può essere strategicamente valido, ma si dovrebbe restare entro i limiti della realtà, ci potranno essere spese del cerimoniale che possono apparire esagerate, ci sono sempre punti di vista diversi, legittimi ancorché non condivisibili, ma non vediamo il Presidente girare per un centro commerciale alla ricerca di piccoli elettrodomestici. Ha bel altro da fare, come ben altro da fare dovrebbero avere i politici che spulciano nelle delibere e nelle determine di acquisti che, alla fine, sono sempre una goccia nel mare delle spese della Regione.
La Vardera parla di un Re Sovrano che spende i soldi della comunità, in tutto 300.000 euro, vorremmo vedere chi esterna queste perplessità riuscire a eliminare tutte le spese di apparato, ove riuscisse a governare una regione o una città.
Non a caso, arriva una nota di precisazione del Dipartimento del Cerimoniale e dei siti presidenziali, relativa alle spese di gestione mensa e bar a Palazzo d’Orléans.
“In merito alle dichiarazioni rese all’Ars dall’onorevole La Vardera, il dirigente generale del dipartimento del Cerimoniale e dei siti presidenziali Francesco Di Chiara, chiarisce che le spese per mensa, bar e acquisti di attrezzature a Palazzo d’Orléans non sono assolutamente riconducibili al presidente della Regione, ma rientrano nelle esclusive competenze del dipartimento.
I servizi di mensa e bar non costituiscono un privilegio del presidente della Regione, bensì sono destinati a tutto il personale in servizio a Palazzo d’Orléans – circa 200 dipendenti – senza alcuna area o utilizzo esclusivo. Gli acquisti effettuati, che rappresentano dotazioni comuni in analoghe strutture, rispondono unicamente a esigenze funzionali: sostituzione di attrezzature danneggiate o non riparabili, anche a seguito di eventi eccezionali, o adeguamenti necessari per obblighi normativi, nel rispetto dei principi di economicità e buon andamento.
Le ricostruzioni fornite risultano pertanto fuorvianti, poiché ignorano la natura istituzionale delle spese, assimilando impropriamente una sede di alta rappresentanza a un ordinario complesso di uffici.
Per quanto riguarda i beni di rappresentanza, si precisa che essi sono destinati esclusivamente ad attività istituzionali, quali visite ufficiali e incontri di rilievo, secondo quanto previsto dal cerimoniale.
Tale prassi si inserisce in una consuetudine antichissima, radicata nelle relazioni internazionali fin dall’antichità, quale simbolo di pace, alleanza e rispetto reciproco. Alcuni beni, inoltre, sono stati destinati a iniziative solidali a favore di soggetti fragili, in particolare nel periodo delle festività.”
