Le comiche di Forza Italia e la farsa alla Regione: oggi per allietare i siciliani, il bonus lavastoviglie

Come si prevedeva, per ora è finito tutto a tarallucci e vino, Schifani resta sulla poltrona di Presidente, sulla riconferma, forse, non ci credeva nemmeno lui, non si possono fare ipotesi sull’immediato futuro del governo che resta in vita solo per l’esigenza di tutti, maggioranza e opposizioni, di spartirsi le torte preparate e conservate in freezer, ci sono tanti strumenti finanziari da approvare per i quali erano state già stabilite le porzioni. Resta in vita anche per le pressioni di tanti deputati, una trentina, di arrivare a superare il fatidico limite di quattro anni, sei mesi e un giorno, per acquisire il diritto della pensione di parlamentare, ma per questo non c’è certezza di poter arrivare a metà aprile.
Tutto il resto e spettacolo comico con personaggi che hanno fatto una brutta fine, comunque vada a finire: il Presidente si è rivelato senza nessuna autorevolezza in seno al partito, finito come un bambino a cui viene promessa la caramella, il posto al CSM o il posto di capolista al Senato se fa il buono e non si ribella al fatto che deve scendere dalla giostra, peraltro disarcionato dalla sella da uno, come avrebbe anche detto lui, che fino a sei mesi prima era di un altro partito.
Peggiore fine non poteva fare, oltre a quella di aver subito i guai giudiziari delle persone sulle quali aveva riposto massima fiducia.
Chi ne esce con le ossa rotte, per la cattiva gestione di una vicenda gestita malissimo è Forza Italia e soprattutto i suoi vertici.
Usano un Presidente della Commissione Difesa della Camera peggio di un addetto stampa, commissionandogli il ‘coccodrillo’ per la fine dell’esperienza presidenziale di Schifani, con tanto di ammissioni che l‘input arrivava da Roma.
Guardando a Roma, la situazione è catastrofica, non solo per l’imbarazzante azione di Tajani ma perché, se è questa la capacità del nuovo corso che si vorrebbe imporre nel partito, c’è da mettersi le mani nei capelli, constatando che se i figli di Berlusconi non sanno gestire situazioni di questo tipo, non c’è, ormai futuro per il partito.
Non si può scatenare questo putiferio senza averne il diretto controllo, lasciando aperto il rischio di dimissioni improvvise di Schifani, che bene farebbe a rassegnarle per la sua dignità politica e personal.
Di contro, si è obbligati a navigare a vista, non si sa per quanto tempo, con il vertice della Regione del tutto delegittimato e con il Commissario di Forza Italia che dovrebbe spiegare in che cosa consiste l’auspicato cambiamento, il cambio di passo, come si dovrebbe ottenere, quali le modalità e i tempi di attuazione.
Peraltro, si impone una considerazione; se Minardo ha fatto tutto questo per arrivare alla candidatura a Presidente della Regione, lo si può capire, anche se il metodo della strategia lascia a desiderare, se, per caso, è stato solo esecutore di ordini superiori, ci esimiamo da qualsiasi commento.
Intanto a Palazzo, a Palermo è subentrata la farsa che, stamane, ha raggiunto il suo apice.
Subito dopo la nottata di fuoco successiva allo scoppio della vicenda, era fissata la riunione di Giunta dalla quale gli ingenui attendevano chissà quali sviluppi, non ultime le dimissioni del Presidente.
Tutti attendevano la mezza in attesa delle prime indiscrezioni che sarebbero potute trapelare.
Invece l la farsa: tutto tranquillo come se nulla fosse accaduto, clima sereno, e parte la macchina dei comunicati stampa a mo’ di bollettino meteorologico, per far capire che il tempo volge al bello.

Arriva una sfilza di nomine, Giunta, nominati la dirigente dell’Autorità di audit e il Mobility manager, completata procedura per il nuovo direttore del Cefpas
Carmen Madonia nuova dirigente generale dell’Autorità di audit dei programmi cofinanziati dalla Commissione europea della Presidenza della Regione Siciliana, già dirigente generale in altri rami dell’amministrazione, ha ricoperto fino ad ora il ruolo di capo di gabinetto dell’assessorato delle Autonomie locali e della funzione pubblica.
Inoltre, la Giunta, su proposta dell’assessore alle Infrastrutture e alla mobilità Alessandro Aricò, ha anche conferito a Filippo Maniscalco, funzionario regionale e dottore in Giurisprudenza, l’incarico, a titolo gratuito, di Mobility manager della Regione Siciliana.
Infine, il governo, avendo ottenuto il parere favorevole della commissione Affari istituzionali dell’Ars, ha completato la procedura di nomina di Sabrina Cillia quale nuovo direttore del Centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale del servizio sanitario (Cefpas), con sede a Caltanissetta.

Ma l’opera d’arte, nel particolare momento dove si scoprono tutte le marachelle della corruzione di personaggi vicinissimi al presidente, è quella dell’approvazione del disegno di legge sulla trasparenza dei rapporti tra interessi privati e amministrazione.
Sulle amenità descritte nel comunicato, meglio stendere un velo pietoso, soprattutto sulle modalità attraverso cui ottenere la massima trasparenza nei contatti fra presidente, gli assessori, gli uffici di diretta collaborazione, i consulenti, i dirigenti e gli organismi regionali con compiti istruttori, consultivi o valutativi, e i privati portatori di interessi specifici.
Uno schiaffo, alle opposizioni e all’opinione pubblica, soprattutto per la tempistica del tutto inopportuna.

Ma dove si raggiunge l’apice, stamane con la nota per l’avvio dei pagamenti, per i soggetti residenti in Sicilia ammessi al cosiddetto “bonus lavastoviglie”, dei contributi di sostegno per l’acquisto dell’elettrodomestico destinato esclusivamente ad uso familiare.
Una misura che, viene altresì specificato, voluta dal governo regionale, serve per contrastare la crisi idrica e promuovere il risparmio d’acqua.

Si legge che, conclusa l’istruttoria per la verifica delle dichiarazioni e della documentazione relativamente al possesso dei requisiti, su un totale di 1.122 istanze pervenute sono risultate 918 quelle ammesse, per un importo complessivo da erogare pari a circa 175 mila euro.
I beneficiari otterranno un contributo fino al 50 per cento della spesa sostenuta tra il 16 agosto 2024 e il 15 gennaio 2025, con un tetto massimo di 200 euro.
Decreto sul portale istituzionale della Regione Siciliana, nella sezione dedicata al dipartimento Acqua e rifiuti.

E, a questo punto, ci vorrebbe solo un comunicato congiunto di Minardo e di Tajani, sulla importante misura.

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