La situazione politica regionale, e a cascata quella locale, è preoccupante. La fase di stallo non accenna a risolversi, sullo sfondo restano i problemi di sempre che i nuovi messia della politica promettono di risolvere in breve tempo, se eletti.
Nel centro destra le situazioni più ingarbugliate, Forza Italia è, ormai, allo sbando e le ultime vicende giudiziarie che riguardano stretti collaboratori del Presidente della Regione hanno il sopravvento.
Non si capisce più quale sia il metro di comportamento di Schifani, Presidente dell’Assemblea Regionale e assessore al turismo, entrambi di Fratelli d’Italia possono restare al loro posto, c’è la presunzione di innocenza che non vale, però, per Armao, sul quale si tace, resta comunque al suo posto, sia pure coinvolto nello scandalo ancorché non inquisito, anche l’assessore alla Salute.
Ci sono altri esponenti di Forza Italia, anche deputati regionali, fortemente inquisiti ma sul loro destino si tace.
Gli unici a fare le spese di colpe che non avevano e senza essere stati sfiorati dalle indagini della magistratura, furono i due assessori della Democrazia Cristiana.
In queste ore, siamo alle prese con la farsa dell’incontro romano fra Schifani e Tajani, nemmeno dovessero incontrarsi Putin e Trump, non si può percepire se Schifani va a casa e quando.
E intanto, anche in casa di Fratelli d’Italia c’è la commedia, il commissario regionale inviato dalla Meloni, passa, di fatto ma in prestito, a Sud chiama Nord, per le esigenze di sopravvivenza di Cateno De Luca che, a questo punto, ambisce alla candidatura a Presidente della Regione anche per conto del centro destra.
E Sbardella gli concede anche il suo placet.
Ma è normale che il primo partito d’Italia, secondo i sondaggi, mantenga, in Sicilia, un Commissario regionale formalmente di un altro partito?
Il problema di fondo è che, per i veti incrociati, non essendoci leader autorevoli, Forza Italia stenta a trovare un candidato condiviso, nel partito e all’interno della coalizione, Fratelli d’Italia non riesce a imporre un suo nome, i partiti minori della coalizione, Lega e DC non hanno potere contrattuale, le mosche servono solo per occupare sedie ai tavoli di coalizione.
In pratica, sembra non esserci un futuro, nel centro destra.
A sinistra, la situazione non è molto dissimile, nessuno dei partiti minori ha candidati credibili e autorevoli da offrire alla coalizione, il Partito Democratico non ha il coraggio di imporre un nome, pur nel deserto di proposte degli alleati.
Situazioni che, per quello che ci riguarda, si riflettono sulla politica locale, sia per le candidature alle regionali che per le comunali del capoluogo, restando le questioni dei vari comuni più questioni locali che non attinenti alla politica regionale e del capoluogo.
Sin era detto che, dopo l’approvazione della legge elettorale, sarebbero stati definiti i contorni delle elezioni regionali e locali, ma, forse, ancora, non ci hanno capito nulla di come andranno le cose.
A Ragusa si danno sempre per scontati i seggi a Palermo per Fratelli d’Italia e PD: per gli altri due concorrono, oltre a DC e 5 Stelle, attuali detentori, Forza Italia, MPA, si diceva del sindaco di Pozzallo candidato per Controcorrente, quindi, sulla carta, almeno 5 contendenti per due posti.
Per le candidature a Sindaco di Ragusa si intravede una condizione simile a quella siciliana per la Presidenza della Regione: vorrebbero dare per scontato un sindaco di Forza Italia, diretta emanazione dell’attuale, ma non c’è trasporto ed entusiasmo, non tanto nel partito che, a Ragusa, praticamente, non esiste, quanto nella coalizione di centro destra, peraltro tutta da verificare: Fratelli d’Italia si alleerà con la Forza Italia di Cassì? La DC entrerà a far parte della coalizione? Quali potrebbero essere le ambizioni di MPA, soprattutto in un tavolo regionale dove, come hanno sempre sostenuto autorevoli esponenti di Fratelli d’Italia, alla fine, si decidono anche le sorti del Comune di Ragusa?
E a Ragusa ci sarà anche la variabile delle piccole schegge impazzite, dei partitini minori e dei movimenti, che avanzeranno candidature per alzare l’asticella e sperare di imbucarsi all’ultimo momento per un assessorato.
Centro sinistra nelle stesse condizioni regionali, tante espressioni minori che, da sole, non hanno speranza, se non con un sostegno unanime e convinto di tutte le forze della coalizione, Partito Democratico che indugia a mettere sul tavolo il suo nome che, ci permettiamo di dire, per quanto potrebbe essere scarso sarebbe sempre meglio di tutte le ambizioni, più o meno nascoste, di tutti i minori dell’alleanza.
Certo non è un bel vedere che nessuno abbia le idee chiare, in uno scenario, quasi comico, dove cominciano a farsi avanti espressioni surreali della politica, sbocciati per l’occasione, già con toni e atteggiamenti da politici navigati.
