Raramente in una sola seduta del civico consesso di Ragusa sono venute fuori tutti i grossi limiti di una assemblea cittadina e dei singoli consiglieri comunali.
La seduta del 21 settembre, una di quelle sedute di routine dove infilano 10 fra Ordini del Giorno, Atti di Indirizzo e Mozioni, tutti dei Consiglieri di opposizione, per dare a questi l’illusione di visibilità e di lavoro per la città, lasciandoli sfogare per atti, che, per la maggior parte, vengono bocciati dalla maggioranza con stampelle, militarmente allineata, mentre i pochi atti approvati, spesso, non hanno seguito da parte dell’amministrazione: è storia e potremmo citare mille esempi, valgano per tutti gli atti approvati per le riqualificazioni della piazza Lupis e della piazza Solferino e mai portati avanti.
A testimonianza di quello che sosteniamo, che si tratta solo di ricerca di visibilità e di fumo negli occhi per gli elettori, nessuno dei consiglieri di opposizione si rivolta verso questa situazione.
Peraltro, per le nobili abitudini di questi consiglieri, le sedute non possono andare oltre le ore 21, hanno inizio comodamente alle 18, come orario di convocazione, la puntualità è sconosciuta, anche questione di educazione, si inizia non prima della 18.20 e c’ lo spazio di mezzora dedicato alle comunicazioni.
Le sedute potrebbero essere convocate alle 9 del mattino, tutti sono pagati ed esonerati dagli obblighi lavorativi, chi ha impegni potrebbe stare a casa, c’è anche l’aspetto dei fenomeni della politica che partecipano alla seduta per fare il proprio intervento e poi se vanno.
Se ne vedono di tutti i colori, è l’assise con il livello più basso nella storia di Palazzo dell’Aquila.
Per colmo dell’ironia, la seduta è stata rinviata di due giorni, esaminati solo 5 punti, l’altra metà successivamente, ma, per far vedere che si lavora, l’ordine del Giorno viene riportato a 10 punti con l’aggiunta di altri 5 atti, sempre delle opposizioni, non ne mancano mai. Solamente paradossale.
Ma non è successo solo questo nella seduta di lunedì: per una strana coincidenza, ci sono gli interventi iniziali dei consiglieri Mauro e Calabrese e lo streaming si blocca, per non fa vedere le vergogne di questa amministrazione alla città, un tentativo ingenuo e becero, considerato che attraverso i verbali, anche chi non è presente alla seduta, può riferire degli interventi e delle risposte di sindaco e assessori.
Emergono anche le fibrillazioni interne alla maggioranza, o a quello che ne rimane, con posizioni diverse fra le indicazioni dell’assessore e quelle di qualche consigliere di maggioranza che si trascina dietro i colleghi.
Si è assistito anche all’annullamento di una votazione elettronica, ancorché non ancora sancita dal regolamento, perché la erronea (ma era poi veramente erronea? NdR) digitazione di un consigliere di maggioranza avrebbe fatto passare un atto indesiderato all’amministrazione.
D tutto questo bailamme, ci limiteremo, in questa sede a riferire dello spazio dedicato alle comunicazioni, rimandando ad altra parte del giornale l’esame degli atti all’Ordine del Giorno.
Dell’intervento del consigliere Mauro sulla questione nuovi supermercati in città e sulla non risposta dell’assessore ai lavori pubblici, ci siamo occupati, per l’importanza della questione e per la gravità della non risposta, in altra parte del giornale.
Non meno in imbarazzo, come altrimenti non poteva essere, il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Giuffrida, per gli interventi del consigliere Calabrese, capogruppo del Partito Democratico, che ha affrontato due temi scottanti: l’allagamento del lungomare Bisani che mette in risalto i grossi limiti afferenti ai progettisti, al RUP e al Direttore dei lavori, con riferimento anche alle strutture in acciaio arrugginito dello stesso lungomare, e l’apertura al traffico veicolare della via Roma.
L’assessore non ha potuto fare altro che arrampicarsi sugli specchi, non è stato un semplice temporale ma un fenomeno come quelli che stanno investendo tutto il paese e anche l’Europa.
Volendo considerare che l’allagamento è provocato dalla massa di acqua che scende dalla zona a monte, sono fenomeni dovuto all’assenza di una rete di smaltimento delle acque bianche che manca anche in buona parte della città.
In definitiva, prendiamoci quello che viene, con buona pace di tutti.
Anche per via Roma un tentativo di giustificare la scelta con un esperimento.
Ma le contraddizioni non mancano, anche per un successivo intervento di un consigliere sugli interventi negli impianti sportivi, si scopre, dalle parole dell’assessore una grande confusione programmatica.
Ritardano ancora i lavori all’ex stadio ENAL perché vogliono modificare il progetto, relativamente agli spogliatoi, mentre tutto resta nello stato di fatiscenza che domina da anni, l’amministrazione pensa di dotare di copertura la tribunetta, per pochi intimi, della struttura, come fosse lo stadio di San Siro, mentre la città avrebbe bisogno di ben altro, Toqueville permettendo.
Puntuale è arrivato anche l’intervento della consigliera Flaccavento, di Ragusa prossima, per le su filippiche contro i supermercati e i centri commerciali in città che vanificano ogni ipotesi di soluzioni per il centro storico.
Come altre volte, l’intervento è stato preoccupante,m denotando anche scarsa conoscenza della materia, come, giustamente, ha fatto notare l’assessore Giuffrida rispolverando la storia degli insediamenti commerciali nell’area che si voleva destinare a Parco Urbano, non ci sono scelte arbitrarie di questa amministrazione ma decisioni approvate dai Consigli comunali nel corso degli anni, scelte come l’ultima sul paiano regolatore, che prevede gli insediamenti commerciali di cui si lamenta la Fiaccamento, approvate anche dai rappresentanti di Ragusa Prossima, nelle cui file militano anche personaggi che, a parole sputano e hanno sputato fuoco e fiamme contro le politiche urbanistiche di questa amministrazione, salvo poi acquietarsi improvvisamente e inspiegabilmente, ma non tanto.
Peraltro, la consigliera Flaccavento nella sua battaglia contro supermercati e centri commerciali, oltre a denotare di non avere connessione con un mondo che cambia e che si evolve, non tiene conto dei livelli occupazioni e dell’indotto di queste strutture che danno lavoro a tantissimi giovani che, altrimenti, nell’asfittico panorama economico locale, potrebbero solo seguire le sue visite guidate nel centro storico.
Piuttosto che sentenziare, la consigliera dovrebbe, come fanno altri, assieme ai tecnici del suo movimento, che, di certo, conoscono le normative, preoccuparsi se tutte le autorizzazioni seguono le norme urbanistiche e del regolamento commerciale della città e denunciare eventuali anomalie.
Per il resto, interventi di scarsa consistenza politica, sia dei consiglieri che degli argomenti trattati.
