Nasce a Ragusa l’ennesimo movimento politico, un altro patto civico di cui la città è piena.
Molti si chiedono se la città ne ha veramente bisogno e la domanda è legittima perché tutto nasce all’insegna dei principi più sani, il fine ultimo è quello del cambiamento ma, spesso, nessuno indica cosa va cambiato e, soprattutto, come, perché, a parole, è facile auspicare o, peggio, promettere il cambiamento, ma come accade anche per i grandi partiti, all’atto pratico molti progetti sono irrealizzabili, servono solo per involtare la gente, conquistare i voti e, alla fine, allargare le mani.
È ciò che è accaduto con l’ascesa del governo della Meloni che tanto aveva promesso e poco ha concretizzato.
L’Italia è il paese dei mille partiti e dei mille movimenti: tutti nati, ad eccezione di quelli maggiori, da scissioni, da rivalità interne, per opera degli scappati che vanno a costituire una nuova formazione politica e, se raccolgono consenso, vanno avanti,
In Italia abbiamo partiti all’1% che fanno parte di maggioranze governative e hanno voce in capitolo, abbiamo anche partitini senza rappresentanti eletti, e quindi senza misura del consenso, che partecipano ai tavoli di coalizione, formalmente con pari dignità degli altri.
Letteralmente un circo equestre, con esibizioni di tutti i tipi.
Per non andare lontano e restare nella nostra realtà cittadina, ci sono una decina di partiti rappresentati, solo 7 hanno rappresentanza in Consiglio comunale, 6, con l’ultima arrivata non presente in Consiglio comunale, le formazioni civiche.
Facile leggere che in Consiglio comunale ci sono 13 espressioni politiche, cosa le distingue non è comprensibile, se non la voglia comune di partecipare, ora, o in appresso, al governo della città.
Opportuno segnalare anche che dei 6 partiti in Consiglio comunale solo 5 conquistarono il seggio alle elezioni, gli altri lo hanno conquistato con il cambio di casacca successivo.
Le sigle civiche presenti in Consiglio, tutte con i seggi conquistati alle elezioni.
Ma una storia quanto mai contorta per ognuno di essi: dei partiti politici, attualmente solo PD e 5 Stelle hanno conquistato i seggi alle elezioni, anche Fratelli d’Italia poteva vantare un consigliere, poi autosospeso dal partito, Sud chiama Nord ha perso il suo scranno al Consiglio, per cambio di casacca. Forza Italia, MPA e Noi Moderati e Controcorrente presenti per cambi di casacca.
Stabili le rappresentanze di Partecipiamo, passate, però, da 4 consiglieri a 2, di Territorio, di Terra Madre, di Ragusa Prossima, di Direzione Ragusa che ha perso 3 consiglieri su 7.
In questo bailamme si distinguono poche espressioni civiche che hanno mantenuto l’originario programma presentato agli elettori, Partecipiamo. Territorio. Terra Madre, a sostegno del sindaco Cassì, Ragusa Prossima ha sostenuto il sindaco alle elezioni per poi andare all’opposizione, il consigliere di Sud chiama Nord appoggiava il sindaco, poi all’opposizione per confluire in Controcorrente, dove trova alloggio anche il consigliere Bennardo, civico della lista del sindaco, terzo degli eletti al civico consesso, che va all’opposizione e passa in Controcorrente. Vanno annoverate anche le civiche Mezzasalma e Caruso di Partecipiamo, entrambe a sostegno del sindaco, la prima passata in Forza Italia, quindi sempre con il primo cittadino, la seconda, che era stata eletta vicepresidente del Consiglio, uscita dalla maggioranza, ora di appartenenza DC.
Quali erano i programmi elettorali di tutti questi civici era noto, quanti, fino ad ora, hanno tenuto fede ai programmi, agli intendimenti di non entrare in coalizione con i partiti, è tutto, oramai, incontrollabile, basti pensare, per un attimo, che c’è gente che ha fatto campagna elettorale sostenendo l’attuale sindaco e ora è all’opposizione, ma non ha spiegato ai suoi elettori il perché del cambiamento.
Ecco perché, oggi, è legittimo chiedere il perché di una nuova formazione civica: facole dire che si è aperti al confronto, alla partecipazione, senza stabilire da che parte si sta, in pratica non ci sono esclusi, ci si potrà alleare e sostenere come sindaco chiunque, ma con quali garanzie?
Lo stesso leader e creatore della nuova formazione, Mario D’Asta era consigliere di opposizione del Partito Democratico, poi indipendente per corteggiare il sindaco Cassì, arrivando ad allearsi con lui per il suo secondo mandato.
A metà mandato si rompe l’accordo, esce, non ha consiglieri che lo appoggiano, mai avuti, in sostanza, solo due apparenti, all’inizio, defilatisi al tentativo di D’Asta di creare il movimento civico Ragusa Futura, solo formalmente presente, alle elezioni, nel simbolo di Partecipiamo, ma senza identità giuridica, solo una entità politica virtuale.
Ora questo nuovo movimento civico, che raccoglie alcune vittime di fallimentari esperienze in vari partiti e movimenti civici.
Un manifesto programmatico farcito di mille buone intenzioni, formazione aperta, plurale, all’insegna della partecipazione, le solite belle parole, sostenibilità, innovazione, inclusione sociale, qualità dei servizi, La Costituzione, che come aroma, va dappertutto, dignità delle persone, solidarietà, partecipazione democratica, legalità, ambiente, cultura, imprese, non manca nulla di tutte quelle parole che chi oggi si approccia alla politica, non si sognerebbe di dimenticare, naturalmente si segnalano e si vantano serietà, trasparenza, spirito di servizio, si garantisce il cambiamento.
Ma chi meglio di D’Asta, che è stato all’opposizione e al governo della città ci può dire, anche successivamente, cosa manca, cosa va cambiato, quale è la ricetta giusta per guarire e rilanciare la città, anche se viene da chiedersi perché non c’è riuscito da assessore e perché, in ogni caso, prima di dimettersi, non ha denunciato ciò che gli impediva di mettere in atto proponimenti, programma elettorale e ascolto della gente.
Non vorremmo che ci fosse una stagione di proclami, come quella di tanti altri oppositori e come quella di D’Asta quando era nei banchi dell’opposizione, per poi assistere allo spegnimento naturale delle spade infuocate.
