Monterosso Almo: Gaetano Dibenedetto, l’esigenza di un ritorno

Da pochi giorni, il Partito Democratico di Monterosso Almo ha ufficializzato la candidatura di Gaetano DiBenedetto a sindaco della cittadina.
Una scelta che si è imposta perché a Monterosso Almo il percorso di crescita del Partito Democratico, che ha intensificato l’attività sul territorio, richiede risorse per proposte politiche importanti.
La candidatura di Gaetano Dibenedetto è ritenuta ideale per l’autorevolezza politica di un soggetto con significativa esperienza amministrativa, in grado di delineare un preciso percorso politico, aperto a istanze diverse, per contribuire ad un vero progetto alternativo per il governo della città.

Abbiamo voluto confrontarci con Dibenedetto per comprendere quali sono le motivazioni che lo hanno indotto a riprendere un percorso politico nella sua città.

Perché ha deciso di candidarsi a sindaco di Monterosso Almo?

È una scelta ponderata che scaturisce dalla conoscenza della realtà cittadina, con la convinzione che oggi sia necessario rimettersi a disposizione, confortato dal rapporto che ho costruito negli anni con la comunità
Ho già avuto l’onore di ricoprire incarichi istituzionali e quelle esperienze mi hanno permesso di conoscere da vicino la macchina amministrativa, le difficoltà di governare e le esigenze dei cittadini.
Oggi sento la responsabilità di mettere nuovamente questa esperienza al servizio di Monterosso Almo.
La proposta nasce all’interno del Partito Democratico che ringrazio per la fiducia, ma la mia ambizione è più ampia: vorrei che questa candidatura diventasse la candidatura di tutta la comunità.

 

Come intravede il prossimo risultato delle comunali alla luce di quello di cinque anni prima?

Occorre dire che l’attuale sindaco ha vinto nel 2022, in maniera incontestabile, ma va osservato che gli altri due contendenti, Santi Benincasa e Paolo Amato, hanno conquistato un consenso che sommato, avrebbe superato quello del vincitore.
Si è trattato, quindi, di una affermazione non assoluta, che oggi va valutata per un appello a quanti, nel 2022,
scelsero quelle due liste “perdenti” e a quanti, oggi, si mostrano delusi dai risultati amministrativi promessi dal Sindaco Pagano.
Il mio obiettivo è lavorare per ricomporre quel fronte che allora si presentò diviso. E allargarlo ai delusi.

 

Pensa di poter costruire un palco per le amministrative del 2027, con due soli contendenti?

Non nascondo si tratti di un progetto ambizioso, ma la sfida parte proprio da questo: ricomporre un tessuto politico elettorale che nel 2022 si è presentato diviso e verificare se esistano oggi le condizioni per costruire un progetto comune.
Occorre verificare se obiettivi e sensibilità diverse possono trovare una sintesi organica e funzionale alle esigenze del paese.

 

Nel 2022 lei non era il candidato sindaco. Oggi invece è il Partito Democratico a indicare il suo nome. Che cosa è cambiato?

È cambiato profondamente il quadro politico-amministrativo comunale.
Il Partito Democratico non fa più parte della maggioranza che amministra il Comune ed è passato all’opposizione dopo l’estromissione della vice-sindaca Concetta Giaquinta nel luglio 2025.
Nel frattempo, sono cambiati anche gli equilibri tra i protagonisti della competizione elettorale del 2022.
Ci sono state trasformazioni e cambi di casacca che hanno ridisegnato alleanze, ruoli e posizioni politiche e “rimescolato le carte”.
Basti pensare che un avversario, alle elezioni, dell’attuale sindaco, ne è diventato alleato e assessore, equilibri, quindi stravolti, non certo per motivazioni politiche, condizioni che l’elettorato è chiamato a valutare e a giudicare.

 

Il PD è stato il primo a indicare il candidato. Si sente in vantaggio rispetto agli altri?

Certo la prima indicazione, ancorché di un partito importante, non è determinante per stabilire un vantaggio ma, oltre a essere segnale di programmazione e di organizzazione, può consentire confronti sereni, non affrettati, pregnanti, soprattutto con persone che possono avere sensibilità o percorsi politici differenti.
In una realtà piccola come quella di Monterosso l’esigenza non è quella di affermare ideologie politiche ma di rappresentare, al meglio, l’intera comunità.

 

È disposto a dialogare anche con chi in passato ha sostenuto altri candidati o ha avuto posizioni politiche diverse dalle sue?

Per gli stessi motivi è impensabile guardare a steccati ideologici o differenze del passato, il quadro politico è mutato in tutte le realtà, si impone, dappertutto, la sintesi fra idee e ragioni diverse.
A maggior ragione in una realtà come quella di Monterosso Almo, dove la priorità deve essere quella di focalizzarsi, senza rivalità, sulle esigenze vere del territorio.
Da parte mia non è solo questione di mettere assieme persone per fare numero o di costruire una alleanza per vincere.

 

Sembra di percepire un senso diverso della sua candidatura, non solamente una operazione elettorale, si può dire?

Percepisce bene, non c’è una candidatura sulla persona, non è nemmeno la scelta del Partito Democratico, c’è Monterosso Almo al centro, non le ambizioni personali o mire elettoralistiche per altre competizioni, si vuole costruire una proposta condivisa per il paese e per le reali esigenze dei cittadini, dei giovani, delle attività economiche, delle famiglie.
Candidature e alleanze devono essere lo strumento per realizzare un progetto amministrativo, non il fine della politica.

 

La sua esperienza di presidente del Consiglio comunale, di assessore e di vicesindaco, quanto le potrà essere di supporto?

Sono i presupposti per l’esigenza di un ritorno, esperienze fondamentali che mi hanno fatto capire come amministrare è cosa molto più difficile di quanto possa sembrare dall’ esterno
Ho imparato anche che non sempre è possibile soddisfare tutte le richieste e che proprio per questo occorre spiegare le scelte con trasparenza e assumersene la responsabilità. Sempre.

 

Cosa risponde a chi potrebbe interpretare la sua candidatura come un ritorno al passato?

Di certo, non rinnego la mia storia e la mia precedente esperienza amministrativa, anzi me ne faccio un vanto perché mi è servita nelle posizioni assunte, non ultime quelle dell’alleanza elettorale con l’attuale sindaco, alla quale mi sono uniformato per disciplina di partito, ma i cui esiti mi hanno dato ragione.
Ma, al contrario, non deve essere messa al centro la mia candidatura ma il progetto di coagulare, attorno ad obiettivi precisi per il paese, un programma che prescinda da interessi politici personali e da abili mosse di partito.
E il sostegno del Partito Democratico è significativo in questa fase nella quale non concorro per la poltrona ma per un progetto al quale auspico possano partecipare ampie fasce della società civile di Monterosso Almo, un progetto aperto al confronto, aperto a quanti hanno a cuore il bene comune e la crescita, senza personalismi, senza ambizioni personali.
La mia preoccupazione è che si perda troppo tempo a discutere di nomi, accordi e contrapposizioni, lasciando in secondo piano le questioni che interessano davvero alle persone.
So che dobbiamo lavorare ascoltare e dimostrare di essere all’altezza della responsabilità che chiediamo ai cittadini di affidarci.

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